lunedì 8 ottobre 2012

Gli affreschi di Masolino da Panicale a Castiglione Olona

Una visita da non perdere

Chiunque ami l’arte - appassionato, esperto o semplice curioso che sia - non può lasciarsi sfuggire una visita a Castiglione Olona e ai cicli affrescati da Masolino da Panicale intorno al 1435. L’ormai celebre definizione di D’Annunzio di “isola di Toscana in Lombardia” descrive ancora con efficacia la sensazione di sorpresa che si prova alzando gli occhi sulla volta della Collegiata ed entrando nel Battistero, dipinto in ogni centimetro con le Storie di San Giovanni Battista. Masolino arrivava dall’esperienza fiorentina della Cappella Brancacci, dipinta con il socio Masaccio e dal soggiorno romano, con gli affreschi di San Clemente, realizzati per lo stesso committente di Castiglione: il cardinale Branda Castiglioni, straordinario uomo di fede e diplomatico di rilievo internazionale, protagonista di tutti i grandi Concili quattrocenteschi e uomo di fiducia dell’imperatore Sigismondo di Ungheria. Negli affreschi castiglionesi, Masolino, tra i più grandi mediatori della straordinaria epoca di passaggio dal Gotico Internazionale al Rinascimento, dosa sapientemente fughe prospettiche e dolcezze gotiche, vedute a volo di uccello e lavorazioni attinte all’oreficeria, lasciando sulle pareti del Battistero, con la sua suggestiva mescolanza di paesaggi e architetture, storia religiosa e attualità rinascimentale, amalgamate dalla limpida atmosfera caratteristica del pittore, una delle vette artistiche del primo Rinascimento italiano. Le scene del Banchetto di Erode e del Battesimo di Cristo, riprodotte su tutti i libri di storia dell’arte, hanno il potere di immergere l’osservatore in uno spaccato di vita di corte del XV secolo e in un paesaggio senza tempo. Sulla volta dell’abside della Collegiata, Masolino narra invece le Storie della Vergine, la cui figura pervasa di dolcezza si allunga nelle ripide vele insieme a scorci architettonici e a brani di natura, mentre è ancora l’arte toscana protagonista dei cicli dedicati ai Santi Stefano e Lorenzo sulle pareti sottostanti, affrescati dal senese Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta e dal fiorentino Paolo Schiavo.

Tutte le informazioni per preparare la vostra visita sul sito web www.museocollegiata.it

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